Cominciare

DSC_0242Quando chiedere un colloquio

Decidere di chiedere un appuntamento è sempre un momento difficile e delicato. Mille possono essere i motivi che ci fanno esitare, ma, tra tutti, forse il più frequente sta proprio nell’ammettere di trovarsi in una condizione di disagio. Ogni primo passo verso la psicoterapia comincia proprio nel momento in cui percepiamo un senso di ansia, di malessere, di tensione tali da indurci a decidere di fare la telefonata. Questo disagio può poi tradursi in diversi sintomi, più o meno intensi, tra cui:

  • depressione
  • ansia
  • senso di inefficacia
  • insoddisfazione verso se stessi
  • insoddisfazione generale per la nostra condizione di vita a livello di relazioni, lavoro, amicizie
  • senso di inutilità
  • vuoto
  • disorientamento esistenziale
  • perdita di senso
  • incapacità a provare sentimenti ed emozioni
  • senso di continuo affanno e incombenza
  • paura di non riuscire a ottemperare alle richieste del proprio mondo esterno
  • senso di confusione al punto da bloccarsi in ogni iniziativa
  • sensazione che il mondo intorno a noi si restringa sempre di più e di avere sempre meno spazio vitale
  • perdita di progettualità.

Come si inizia

Il primo colloquio è gratuito ed ha lo scopo di conoscenza reciproca e di primo approccio. Successivamente sono previsti tre colloqui in cui definire quali sono le possibili modalità di procedere:

a) una psicoterapia b) un percorso definito nel tempo e limitato nel numero di colloqui c) oppure anche se è il caso di non proseguire.

Scopo di questi primi colloqui è comprendere da parte mia se posso essere utile, se vi sono le condizioni per una psicoterapia e lo stabilirsi di una relazione proficua. Allo stesso modo, chiedo alla persona di valutare se si trova a suo agio con me e se sente di poter instaurare un rapporto di fiducia. Uno dei fattori predittivi dell’efficacia della psicoterapia, indipendentemente dall’approccio teorico del terapeuta, è infatti che si possa instaurare una buona alleanza terapeutica e, pertanto, una relazione di reciproca fiducia. Alla fine del terzo colloquio si fa il punto della situazione, è prevista una restituzione da parte mia relativa ai temi affrontati e alle condizioni generali e viene formulata eventualmente una proposta di percorso di psicoterapia, definendo tempi e modalità in cui avverranno i colloqui successivi.

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